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	<title>C Archivi - Scuola di Fallimento</title>
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		<title>Cambiamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SdF]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2021 07:51:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal greco kàmbein, kàmptein «curvare». Cambiare significa curvare, piegare, girare intorno. Indica la possibilità di aggirare volontariamente un ostacolo, ma anche l’azione di mettere da parte, allontanarsi a causa di una “forza” scatenante, di una volontà esterna che ci costringe a cambiare percorso. A noi piace rappresentare il cambiamento con l’atto del camminare. Il camminare  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal greco <em>kàmbein</em>, <em>kàmptein</em> «curvare».</strong></p>
<p><strong>Cambiare significa curvare, piegare, girare intorno.</strong> Indica la possibilità di aggirare volontariamente un ostacolo, ma anche l’azione di mettere da parte, allontanarsi a causa di una “forza” scatenante, di una volontà esterna che ci costringe a cambiare percorso.<br />
A noi piace rappresentare il cambiamento con l’atto del camminare. Il camminare è l&#8217;atto consueto dello spostarsi a piedi da un luogo all’altro, del muoversi da un percorso già battuto verso un sentiero inesplorato. Indica anche la progressione e lo sviluppo umano, l’avanzamento di una idea. Ma può anche segnalare il funzionamento di un orologio che, a un tratto, non cammina più. Non camminare significa quindi non andare avanti, stare fermi, non progredire, non <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/apprendere/" rel="noopener" target="_blank">apprendere</a>, non conoscere, non <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/rischiare/" rel="noopener" target="_blank">rischiare</a>, non cambiare. </p>
<p><strong>Il cambiamento è però faticoso. Il cervello è pigro e non ama i cambiamenti.</strong> Alcuni recenti studi mostrano che le persone cambiano rapidamente il modo in cui camminano – comprese le caratteristiche dell’andatura – in modo da risparmiare le energie. Il che è assolutamente in linea con il fatto che tutti noi preferiamo fare le cose con il minimo sforzo possibile, un po’ come quando scegliamo il percorso più breve, o decidiamo di sederci invece di rimanere in piedi.</p>
<p>Il cambiamento non è lo stato naturale degli esseri umani. La stabilità è più confortante per cui soffriamo i cambiamenti perché mettono in discussione le nostre certezze.<br />
<strong>Cambiare è quindi una faticosa opportunità</strong>, ma è una <strong>opportunità straordinaria di crescere</strong> come individui, come impresa, e come comunità di persone che hanno gli stessi obiettivi e camminano insieme per raggiungere la stessa meta.</p>
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		<title>Coaching</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SdF]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2021 07:52:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal francese coche, dal tedesco kotsche «carrozza», dall'ungherese kocsi «carrozza di Kocs». Il coaching è quella abilità trasversale attraverso cui si è capaci di aiutare le persone a determinare qual è la loro “prossima fermata”, supportandoli nell’arrivarci e sviluppando il loro potenziale. Possedere abilità di coaching è spesso confuso con altre capacità come ad esempio  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal francese c<em>oche</em>, dal tedesco <em>kotsche</em> «carrozza», dall&#8217;ungherese <em>kocsi</em> «carrozza di Kocs».</strong></p>
<p><strong>Il coaching è quella abilità trasversale attraverso cui si è capaci di aiutare le persone a determinare qual è la loro “prossima fermata”, supportandoli nell’arrivarci e sviluppando il loro potenziale.</strong><br />
Possedere abilità di coaching è spesso confuso con altre capacità come ad esempio quella di dare consigli e prospettare soluzioni (consulenza), di scandagliare il passato e fare diagnosi (terapia), di aiutare qualcuno a imparare e svilupparsi più velocemente di quanto farebbe altrimenti (mentoring), anche se con quest’ultima attività ci sono diversi punti di sovrapposizione.</p>
<p>Essere capaci di fare coaching a qualcuno, di “allenare” una persona sbloccandone il potenziale, è molto complesso poiché è richiesto di possedere un concerto di molte altre abilità. Tra le skill cruciali necessarie per poter sviluppare l’abilità di coaching ci sono: elevata <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/intelligenza-emotiva/" rel="noopener" target="_blank">intelligenza emotiva</a> e la sincera volontà di aiutare gli altri a svilupparsi, eccezionale capacità di <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/ascoltare/" rel="noopener" target="_blank">ascolto</a> ed empatia, saper porre domande. <strong>Fare coaching non significa offrire opinioni, ma porre le giuste domande per guidare le persone verso i propri obiettivi. </strong></p>
<p>Fare coaching significa saper rimanere imparziali e non prendere la relazione con il coachee sul personale, non esprimere esternazioni di felicità in situazioni positive e, allo stesso modo, non rimproverare il coachee per eventuali <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/errore/" rel="noopener" target="_blank">errori</a>, piuttosto focalizzarsi su come recuperare la situazione con calma e con il coinvolgimento della persona, confidando che questa abbia le risposte necessarie e serva solo un aiuto a trovarle. È fondamentale quindi essere abili nel fornire <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/feedback/" rel="noopener" target="_blank">feedback</a>, e nell’usare tatto e diplomazia.</p>
<p>Alla luce di tutto questo e della sempre crescente importanza che le “persone” hanno in azienda e a scuola, non dovrebbe meravigliare che sviluppare competenze di coaching sia quanto mai ricercato e sempre più importante per figure manageriali e che hanno responsabilità di team.<br />
Attraverso un’attività di coaching è possibile quindi <strong>guidare le persone nel loro processo decisionale</strong>, <strong>abilitare il potere intrinseco di ogni individuo</strong> a scegliere in modo consapevole, abbracciando le proprie emozioni e i propri errori, <strong>attraverso un scoperta o riscoperta del loro valore. </strong></p>
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		<title>Comunicazione efficace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SdF]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 07:01:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal lat. communicare, der. di communis «comune», «rendere comune», «far conoscere». Essere in grado di comunicare in modo efficace è forse la più importante e complessa tra tutte le abilità interpersonali necessarie per evitare il formarsi o il ripetersi degli stessi errori, perché ci consente di trasmettere informazioni agli altri e di capire cosa ci  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal lat. <em>communicare</em>, der. di <em>communis</em> «comune», «rendere comune», «far conoscere»</strong>.</p>
<p>Essere in grado di comunicare in modo efficace è forse la più importante e complessa tra tutte le abilità interpersonali necessarie per evitare il formarsi o il ripetersi degli stessi errori, perché ci consente di trasmettere informazioni agli altri e di capire cosa ci viene detto senza giudizi e pregiudizi. Si tratta di un <strong>processo attivo e mai passivo</strong>, e di un’abilità che <strong>richiede sia la parola che l’ascolto</strong>, e anche &#8211; <strong>e</strong> forse più cruciale &#8211; <strong>lo sviluppo di una comprensione condivisa delle informazioni trasmesse e ricevute.</strong><br />
Se pensiamo all’insieme di tutte le abilità necessarie per una comunicazione efficace, potremmo definire questa abilità quasi un’arte &#8211; che può essere senza dubbio allenata, e anche insegnata e appresa. </p>
<p><strong>Sul modo di comunicare incide la cultura di provenienza.</strong><br />
<strong>Nella comunicazione</strong> occidentale (<strong>orientata all’emittente</strong>) compito di chi parla è di comunicare in modo chiaro. Per cui <strong>la responsabilità dell’errore,</strong> nella mancata comprensione del messaggio, <strong>sarà di chi comunica</strong>.<br />
<strong>Nella comunicazione</strong> orientale (<strong>orientata al ricevente</strong>) compito di chi ascolta è decifrare il messaggio. In questo caso quindi <strong>la responsabilità di eventuali errori</strong> nati da una comunicazione non efficace s<strong>aranno attribuiti al destinatario del messaggio.</strong></p>
<p>E’ dunque importante comprendere queste differenze, soprattutto se i team di lavoro sono formati da persone provenienti da paesi e culture diverse, ed è importante essere consapevoli che <strong>differenze nel modo di intendere la comunicazione e di comunicare si riflettono in azioni e decisioni specifiche</strong>: incoraggiare in luogo dello scoraggiare, calmare piuttosto che irritare, condividere le informazioni in modo trasparente e completo o nasconderle. </p>
<p>Per comunicare in modo efficace sono necessarie molteplici skill: capacità di osservazione, capacità di sintesi e chiarezza, <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/ascoltare/" rel="noopener" target="_blank">ascolto</a> e comprensione, <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/intelligenza-emotiva/" rel="noopener" target="_blank">intelligenza emotiva</a>, fiducia in se stessi per aumentare &#8211; di conseguenza &#8211; la forza del messaggio stesso; rispetto per il contesto e per il destinatario/ascoltatore (rispetto per le sue idee, valori, opinioni); comunicazione non verbale &#8211; per connettersi con il destinatario al di là delle parole, calibrando e osservando gesti, espressioni facciali, posture; utilizzo del mezzo più appropriato per <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/comunicazione-efficace/" rel="noopener" target="_blank">comunicare efficacemente</a> in base alla situazione, alla priorità del messaggio; capacità di ricevere e fornire <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/feedback/" rel="noopener" target="_blank">feedback</a>.</p>
<p>Nella vita personale e professionale <strong>la capacità di comunicare in modo efficace, saper parlare, ascoltare, porre domande è essenziale</strong>. Una comunicazione efficace in azienda aiuta <strong>a costruire una sana cultura dell’errore e del successo</strong>, basata sulla fiducia; facilita la consapevolezza dei processi decisionali, migliora la capacità di risoluzione delle incomprensioni e dei conflitti; e crea un ambiente in cui i dipendenti sono liberi di condividere le proprie idee esplorando il loro lato creativo e innovativo.</p>
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		<title>Consapevolezza di sé</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 07:07:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal lat. cum sapere «sapere insieme», «avere coscienza, cognizione». Se essere consapevoli denota l’essere a conoscenza di un fatto, la consapevolezza di sé (o autoconsapevolezza o autocoscienza) non sottende a un generico essere informati, né a un semplice sapere, ma fa capo a una condizione in cui la conoscenza di ‘qualcosa’ si fa personale e  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal lat. <em>cum sapere</em> «sapere insieme», «avere coscienza, cognizione».</strong></p>
<p>Se essere consapevoli denota l’essere a conoscenza di un fatto, <strong>la consapevolezza di sé</strong> (o autoconsapevolezza o autocoscienza) non sottende a un generico essere informati, né a un semplice sapere, ma <strong>fa capo a una condizione in cui la conoscenza di ‘qualcosa’ si fa personale e più profonda</strong>. L’autocoscienza è la consapevolezza di essere consapevoli di sé, della propria identità e del proprio stato emotivo, delle proprie scelte e dei propri errori. Se abbiamo consapevolezza siamo capaci di percepire i valori che ispirano le nostre scelte e i nostri <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/fallire/" rel="noopener" target="_blank">fallimenti</a>, le passioni e aspirazioni a cui tendiamo o che manchiamo; di contestualizzarli e di collegarli a pensieri, sentimenti, comportamenti, punti di forza e di debolezza. L’autoconsapevolezza <strong>è</strong> quindi l<strong>a capacità di guardare le proprie parole e azioni da una prospettiva al di fuori di se stessi.</strong> È un sé interiore sconosciuto agli altri.</p>
<p>Ma possiamo avere conoscenza di noi stessi anche grazie agli altri. In questo senso, possiamo parlare di “<strong>autoconsapevolezza esterna</strong>”. La consapevolezza di sé è un&#8217;introspezione che non esclude il mondo esterno, perché implica anche capire come le altre persone ci vedono. Essere coscienti di come ci vedono gli altri ci rende più abili nel mostrare empatia e nel cogliere le prospettive altrui. Le relazioni sono importanti per la costruzione del sé, per la comprensione delle regole morali e sociali, di ciò che è considerato giusto e sbagliato, normale o <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/eccezione/" rel="noopener" target="_blank">eccezionale</a>.</p>
<p>La consapevolezza di sé è una abilità che va sviluppata, allenata e coltivata, un delicato equilibrio di due punti di vista distinti, a volte anche in competizione: quello interno e quello degli altri.<br />
<strong>Un elevato grado di autoconsapevolezza ci rende più fiduciosi e più creativi,</strong> capaci di prendere decisioni migliori, di costruire relazioni più solide e <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/comunicazione-efficace/" rel="noopener" target="_blank">comunicare in modo più efficace</a>. </p>
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		<title>Coraggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SdF]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2021 13:06:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal lat. coraticum «cor habeo», «ho cuore». Il coraggio è una virtù, la forza d’animo che mettiamo in gioco quando dobbiamo andare oltre l’ostacolo, è la risposta più adeguata alle nostre paure. Non è assenza di paura ma presenza. Non è un segno di debolezza ma di forza. È la capacità di decidere e di  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal lat. <em>coraticum </em> «cor habeo», «ho cuore».</strong></p>
<p><strong>Il coraggio è una virtù</strong>, la forza d’animo che mettiamo in gioco quando dobbiamo andare oltre l’ostacolo, è la risposta più adeguata alle nostre paure. Non è assenza di paura ma presenza. Non è un segno di debolezza ma di forza. </p>
<p><strong>È la capacità di decidere e di rinunciare, di continuare o dichiarare la resa.</strong></p>
<p>Serve coraggio, non per dimostrarlo, ma per sapere che &#8211; in ogni istante- si è agito col cuore.</p>
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		<title>Critica</title>
		<link>https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/critica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 14:44:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Si veda feedback)</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(Si veda <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/feedback/" rel="noopener" target="_blank">feedback</a>)</p>
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		<title>Curiosità</title>
		<link>https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/curiosita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[SdF]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2021 07:54:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal lat. curiosĭtas «cura». Se la paura può essere la spinta all’immobilismo, la curiosità è la spinta all’azione e la ragione dei nostri perché. La curiosità è la migliore cura contro il panico e il quoziente di curiosità, in alcune circostanze, più utile del quoziente intellettivo. Curiosità significa soprattutto desiderio di conoscere, prendersi cura di  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal lat. <em>curiosĭtas</em> «cura»</strong>.</p>
<p>Se la paura può essere la spinta all’immobilismo, <strong>la curiosità è la spinta all’azione e la ragione dei nostri perché</strong>. La curiosità è la migliore cura contro il panico e il <strong>quoziente di curiosità</strong>, in alcune circostanze, più utile del quoziente intellettivo. </p>
<p>Curiosità significa soprattutto <strong>desiderio di conoscere, prendersi cura di ciò che non ci è noto</strong>. Se crediamo di sapere già tutto, non nutriremo alcun desiderio. Se pensiamo di essere sempre in grado di trovare le soluzioni ai problemi, andremo alla ricerca di risposte definitive a ogni nostra crisi. È solo <strong>grazie al dubbio di non sapere che ci verrà la curiosità di conoscere e di apprendere</strong>, di farci altre domande senza accontentarci di una cattiva risposta. </p>
<p><strong>Curiosa è una persona che si prende cura di qualcosa, che vuole sapere, indagare, <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/apprendere/" rel="noopener" target="_blank">apprendere</a></strong>. Una mente <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/antifragilita/" rel="noopener" target="_blank">antifragile</a> è incuriosita da ciò che non conosce e che vede per la prima volta, è attratta da nuovi stimoli e prospettive, e va oltre il consenso generale e la convenzione morale.  Ma, allo stesso tempo, prova curiosità nel conoscere anche quello che ha sempre avuto sotto gli occhi, guardandolo da una angolazione differente. </p>
<p><strong>Ma curiosità è anche </strong>stranezza, bizzarria, singolarità, <strong>cosa fuori dalla norma: proprio come consideriamo fuori dall’ordinario gli <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/errore/" rel="noopener" target="_blank">errori </a>e i <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/fallire/" rel="noopener" target="_blank">fallimenti</a>. </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/curiosita/">Curiosità</a> proviene da <a href="https://www.scuoladifallimento.com">Scuola di Fallimento</a>.</p>
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