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	<title>F Archivi - Scuola di Fallimento</title>
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		<title>Fallire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SdF]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2021 07:55:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal lat. fallĕre «ingannare», «ingannarsi» e phàllus «radice». Il più delle volte il fallimento è visto nella sua accezione da dizionario, come mancanza di successo, o legale, cioè come «istituto giuridico» attraverso il quale si prende atto della difficoltà di un imprenditore a continuare la propria attività e a soddisfare le aspettative dei soci, dei  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal lat. <em>fallĕre</em> «ingannare», «ingannarsi» e <em>phàllus</em> «radice».</strong></p>
<p><strong>Il più delle volte il fallimento è visto nella sua accezione da dizionario, come mancanza di <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/successo/" rel="noopener" target="_blank">successo</a></strong>, o legale, cioè come «istituto giuridico» attraverso il quale si prende atto della difficoltà di un imprenditore a continuare la propria attività e a soddisfare le aspettative dei soci, dei lavoratori e della collettività. Il fallimento è quindi il punto finale di una serie di errori, spesso sistematici e ricorrenti.<br />
<strong>Ma il fallimento ha una dimensione &#8211; oltre che oggettiva &#8211; anche soggettiva.</strong><br />
Il termine infatti va oltre la mera definizione giuridica e assume un significato simbolico <strong>che investe la persona e la sua identità</strong>. Il concetto è frequentemente associato a termini quali: inutilità, vergogna, disastro, debito, rinuncia, impossibilità. Dichiararsi fallito può quindi significare che non si è riusciti a raggiungere un obiettivo, concretizzare un desiderio, che non si è concluso nulla di importante che abbia valore per sé e per gli altri.<br />
In tutti questi i casi <strong>il fallimento è vissuto come un marchio indelebile</strong>, uno stigma sociale che mina la stima altrui e l’autostima, mettendo in discussione desideri e capacità. </p>
<p>Ma l’etimologia della parola può fornirci una diversa prospettiva. Spesso si dice usa la parola fallace per indicare una cosa che ci ha tratto in inganno perché non corrisponde a ciò che sembrava promettere, che è distante dall’aspettativa che aveva creato. Il fallente è colui che induce in errore o è indotto in inganno.<br />
Quante volte ci sentiamo falliti perché qualcuno ci ha ingannato (un compagno/a, un amico/a, il vostro datore di lavoro) o abbiamo deluso le nostre aspettative non realizzando gli obiettivi che ci eravamo prefissati?<br />
E&#8217; l&#8217;idea dell&#8217;inganno, della «burla», del «giuoco» che si cela spesso dietro la parola fallimento e che ci porta a considerare in modo negativo l’esperienza che abbiamo vissuto. Sentiamo che qualcuno ha tradito le nostre attese burlandosi di noi o noi stessi abbiamo tradito i nostri sogni non realizzandoli. Che abbiamo riposto eccessiva fiducia  o qualcuno ha carpito la nostra buona fede.<br />
Il fallimento è quindi fonte di delusione (da delusio ovvero illusione e da deludere prendersi gioco) e per questo vissuto come torto ingiusto, brutta sbavatura, cattiva partenza, marchio indelebile, segno della nostra incompetenza e inadeguatezza.</p>
<p><strong>Fallire ha però anche assonanza con fallo: sta ad indicare l&#8217;energia vitale, l’atto di germogliare ed è simbolo di fecondità.</strong><br />
E se il fallimento fosse invece non un inganno ma un svelamento? Non una burla ma una opportunità? Non una disfatta senza vie d’uscita ma una nuova opportunità di crescita e apprendimento?<br />
Cambiando punto di osservazione possiamo considerare il fallimento come una lezione di umiltà,  una esperienza della realtà,  una occasione per reinventarsi,  un approccio per innovare e per inventare,<br />
una mappa per prendere decisioni,  un metodo di apprendimento,  un allenamento delle proprie capacità e del proprio talento.<br />
Possiamo scoprire che fallire non è sempre una tragedia, che il successo è intessuto di molte sconfitte e che il fallimento è un buon maestro.<br />
<strong>A ciascuno può fornire indicazioni su chi siamo, cosa vogliamo davvero e quali persone meritano davvero di averci accanto.</strong></p>
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		<title>Feedback</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SdF]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 14:52:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il feedback è una informazione oggettiva che restituiamo alle persone o che riceviamo dall’ambiente rispetto a un’azione che abbiamo compiuto o a una determinata decisione che abbiamo preso. Non riguarda la persona e le sue caratteristiche ed è specifico, ovvero si riferisce a qualcosa avvenuto in un preciso momento e in un ben definito contesto.  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il feedback è una informazione oggettiva </strong>che restituiamo alle persone o che riceviamo dall’ambiente rispetto a un’azione che abbiamo compiuto o a una determinata decisione che abbiamo preso. <strong>Non riguarda la persona e le sue caratteristiche</strong> ed è specifico, ovvero <strong>si riferisce a qualcosa avvenuto in un preciso momento e in un ben definito contesto</strong>. </p>
<p>Spessissimo <strong>feedback</strong> e <strong>critica</strong> vengono però posti sullo stesso piano. <strong>La critica</strong>, intesa come elogio quando è positiva o come biasimo quando è negativa, <strong>è un giudizio personale</strong> su un comportamento o un risultato che quasi mai ha l’effetto di permettere, a chi la riceve, di comprendere qualcosa in più su se stesso. </p>
<p>Per questo siamo riluttanti nel chiedere <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/gestione-delle-informazioni/" rel="noopener" target="_blank">informazioni</a> e nell’accettare eventuali consigli che finiranno per rimettere in discussione la nostra immagine e le nostre capacità. Le critiche sono un motivo di fallimento personale. Se un individuo, adulto o bambino che sia, viene giudicato o penalizzato in modo eccessivamente severo per i suoi <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/errore/" rel="noopener" target="_blank">errori</a> e insuccessi, tenderà a rafforzare la sua <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/rischiare/" rel="noopener" target="_blank">avversione al rischio</a> e a fare scelte banali e prudenziali.  </p>
<p>I feedback, invece, sono «<strong>la colazione dei campioni</strong>». Sono il nutrimento della crescita, un supporto cognitivo, perché consentono di pensare insieme, dialogando, di correggere gli sbagli e di prevenire eventuali fallimenti. L’insuccesso è esso stesso un feedback che orienta le persone nella giusta direzione.<br />
I feedback devono essere <strong>frequenti</strong> e <strong>mirati</strong>. Un’ampia letteratura sul tema conferma infatti che le due caratteristiche in grado di rendere efficace l’apprendimento tramite feedback sono il contenuto e la tempistica. </p>
<p>Un feedback dato in modo sbagliato, con poca frequenza e di dubbia qualità, può essere la causa di risultati controproducenti. Non dare i giusti feedback o rifiutarsi di accettarli può compromettere le nostre possibilità di successo. <strong>Fallisce chi non è disposto a mettersi in discussione. </strong></p>
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		<title>Felicità</title>
		<link>https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/felicita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[SdF]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2021 13:12:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal lat. felicitas, derivazione di felix-icis «fecondo», «fertile». Dal greco φύω «produco», «faccio essere», «genero». La felicità è spesso confusa con la parola contententezza e associata all’idea che solo quando hai successo sei davvero felice, legando - per questa via - la felicità a un obiettivo anziché a uno scopo, alla destinazione e non al  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal lat. <em>felicitas</em>, derivazione di <em>felix-icis</em> «fecondo», «fertile».<br />
Dal greco <em>φύω</em> «produco», «faccio essere», «genero».</strong></p>
<p><strong>La felicità è spesso confusa con la parola contententezza</strong> e <strong>associata all’idea che solo quando hai <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/successo/" rel="noopener" target="_blank">successo</a> sei davvero felice,</strong> legando &#8211; per questa via &#8211; la felicità a un obiettivo anziché a uno scopo, alla destinazione e non al percorso.<br />
<strong>Felice non è un sinonimo di “stare bene” o “essere contenti“</strong>, ma significa avere desiderio di cambiare e di evolvere anche vivendo esperienze non solo positive.<br />
La contentezza rimanda al concetto di contenuto: presuppone l’ accontentarsi e, quindi, l’essere soddisfatti di ciò che si è già. </p>
<p>La felicità <strong>è </strong>invece <strong>uno stato di irrequietezza, una tensione a generare, a fare di più e meglio.</strong><br />
La felicità indica infatti quello stato che vive una persona quando dà vita a cose nuove perché quello che ha non le sono sufficienti.<br />
La felicità <strong>è una scelta </strong>ma anche il frutto di azioni coraggiose che vanno a scardinare timori e paure: quella di sbagliare, di fallire, di rischiare.<br />
Una vita di soli successi e momenti felici non è consona a nessun essere umano: i momenti felici protratti nel tempo non sono possibili per motivi biologici. E per fare spazio a nuovi momenti occorre, talvolta, avere il coraggio di distruggere le sensazioni piacevoli e uscire da una confortante contentezza.</p>
<p>Presi dalla smania del controllo, dalla necessità di apparire perfetti, efficienti e altamente performanti, <strong>abbiamo lentamente disimparato la magia che deriva dalla sorpresa e le opportunità che si celano dietro ogni crisi e ogni tensione.</strong></p>
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		<title>Flessibilità cognitiva</title>
		<link>https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/flessibilita-cognitiva/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[SdF]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 07:08:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal lat. flexibĭlis, der. di flectĕre «piegare», «che può variare». La flessibilità cognitiva è la capacità umana di adattare le strategie di elaborazione cognitiva per affrontare condizioni nuove e inaspettate, deviazioni impreviste, inciampi e cadute. Implica l’adattamento delle nostre conoscenze, e cambiamenti nei nostri comportamenti in seguito al mutare delle condizioni e del contesto attorno  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal lat. <em>flexibĭlis</em>, der. di <em>flectĕre</em> «piegare», «che può variare».</strong></p>
<p><strong>La flessibilità cognitiva è la capacità umana di adattare le strategie di elaborazione cognitiva per affrontare condizioni nuove e inaspettate</strong>, deviazioni impreviste, inciampi e cadute. Implica l’adattamento delle nostre conoscenze, e cambiamenti nei nostri comportamenti in seguito al mutare delle condizioni e del contesto attorno a noi.<br />
E sebbene &#8211; di fatto &#8211; la flessibilità cognitiva possa rappresentare una capacità di adattamento degli individui, questo adattamento non sempre avviene. Nelle situazioni in cui una persona dovrebbe essere flessibile per affrontare i <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/cambiamento/" rel="noopener" target="_blank">cambiamenti</a>, ma non riesce a farlo, si parla di rigidità cognitiva. </p>
<p>Spesso ci si ritrova in una situazione di <strong>rigidità cognitiva</strong> quando insistiamo nell’eseguire azioni che si erano rivelate efficaci nel passato, ma invece non lo sono nelle mutate condizioni attuali; quando perseveriamo nel commettere gli stessi <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/errore/" rel="noopener" target="_blank">errori</a> non riuscendo a trarne alcuna lezione utile. Qualsiasi attività svolgiamo &#8211; che sia un task operativo del nostro lavoro quotidiano, o l’esecuzione di un compito complesso &#8211; operiamo di fatto in condizioni ambientali che cambiano mano a mano che quella tale attività, che sia il task o il compito, viene svolta e progredisce. Per questo, non solo occorre tenere sempre alta l’attenzione sulle condizioni in cui operiamo, ma dobbiamo essere costantemente pronti a ristrutturare le nostre conoscenze in modo da interpretare efficacemente la nuova situazione e le nuove esigenze del compito, al fine di adattare il nostro comportamento alle nuove condizioni.</p>
<p>Avere una buona flessibilità cognitiva significa proprio questo, ed è un’abilità che implica anche un processo di <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/apprendere/" rel="noopener" target="_blank">apprendimento</a>, che può essere acquisita con l&#8217;esperienza e l’allenamento.<br />
In un mondo che si muove sempre più rapidamente e in modo imprevisto, <strong>una persona cognitivamente flessibile è solitamente stimolata dai <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/cambiamento/" rel="noopener" target="_blank">cambiamenti</a></strong>, è a proprio agio in situazioni in cui le possibili strade da percorrere sono ignote, <strong>si diverte a testare e apprendere nuove abilità, ed è in grado di considerare più prospettive e opzioni contemporaneamente.</strong></p>
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		<title>Focus sul presente</title>
		<link>https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/focus-sul-presente/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2021 07:57:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal lat. focus «fuoco», «focolare», deriv. «mettere a fuoco», «punto di convergenza di attenzione». dal lat. prae «innanzi» e sum «sono», «cosa che è posta innanzi», «offerta», «dono». Quando si svolge un compito o si lavora a un progetto sentendosi talmente assorbiti da quel qualcosa tanto da perdere la cognizione del tempo, allora significa aver  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal lat. <em>focus</em> «fuoco», «focolare», deriv. «mettere a fuoco», «punto di convergenza di attenzione».<br />
dal lat. <em>prae</em> «innanzi» e <em>sum</em> «sono», «cosa che è posta innanzi», «offerta», «dono».</strong></p>
<p>Quando si svolge un compito o si lavora a un progetto sentendosi talmente assorbiti da quel qualcosa tanto da perdere la cognizione del tempo, allora significa aver sperimentato cosa vuol dire “essere nel flusso” (o “essere in uno stato di flusso”), ovvero <strong>trovarsi in uno stato di completa immersione in un’attività nel quale si perde il senso del sé.</strong><br />
La sensazione che ne deriva è totalizzante, un misto di totale focus e massimo piacere, uno stato di concentrazione talmente completo che permette di avere ben presenti l’obiettivo e il risultato finale che vogliamo ottenere mentre ci perdiamo completamente nel nostro compito. </p>
<p>Essere nel flusso è coinvolgente e piacevole, e spesso si ottengono risultati migliori quando ci si trova in questo stato: l’io scompare, il tempo vola o sembra fermarsi poiché siamo così concentrati sul presente, ogni azione e pensiero segue inevitabilmente il precedente.<br />
<strong>Essere nello state of flow rende quasi impermeabili alle distrazioni esterne, alle sviste e agli <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/sbagliare/" rel="noopener" target="_blank">abbagli</a> e favorisce l’<a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/apprendere/" rel="noopener" target="_blank">apprendimento</a> implicito o inconscio: si apprende agendo, fermandosi, cadendo e concentrandosi sull’esperienza del momento presente.</strong></p>
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		<title>Fragile</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2021 07:58:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal lat. fràgilem, dalla stessa radice di fràngere «rompere» e fragméntum «pezzo», «frammento». Fragile è un oggetto che si rompe facilmente perché poco robusto, una inclinazione debole, un sentimento gracile; un pensiero inconsistente e labile, una speranza effimera e caduca. In un moderno dizionario fragile è una parola carica di connotati negativi, ma le parole  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal lat. <em>fràgilem</em>, dalla stessa radice di <em>fràngere</em> «rompere» e <em>fragméntum</em> «pezzo», «frammento».</strong></p>
<p><strong>Fragile è un oggetto che si rompe facilmente</strong> perché poco robusto, una inclinazione debole, un sentimento gracile; un pensiero inconsistente e labile, una speranza effimera e caduca.<br />
In un moderno dizionario fragile è una parola carica di connotati negativi, ma le parole non sono rigide e mostrano una naturale inclinazione a diventare anche qualcos’altro.</p>
<p>Ciò che è <strong>fragile è anche delicato, vulnerabile, sensibile</strong>. E nessuna di queste parole è un difetto o  una espressione di debolezza, ma una delle caratteristiche di ogni individuo.<br />
Si possono vivere momenti di fragilità pur essendo forti, si può essere sensibili e decisi allo stesso tempo, si possono prendere decisioni consapevoli che possono essere suscettibili alla vulnerabilità.<br />
Percepire e accogliere le proprie fragilità è senza dubbio un punto di forza (si veda <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/antifragilita/" rel="noopener" target="_blank">antifragile</a>).</p>
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