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	<title>G Archivi - Scuola di Fallimento</title>
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		<title>Gestione del tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SdF]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2021 13:13:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal greco τέμνω «divido», «separo».. Quante volte vi siete detti che se aveste avuto più tempo per riflettere su quella domanda, su un problema o decisione avreste sicuramente fatto una scelta migliore? Molti errori vengono commessi perché il tempo per decidere è troppo poco, e se non siamo in grado di gestire bene le nostre  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal greco <em>τέμνω</em>  «divido», «separo».</strong>.</p>
<p>Quante volte vi siete detti che se aveste avuto più tempo per riflettere su quella domanda, su un problema o decisione avreste sicuramente fatto una scelta migliore? <strong>Molti <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/errore/" rel="noopener" target="_blank">errori</a> vengono commessi perché il tempo per decidere è troppo poco,</strong> e se non siamo in grado di gestire bene le nostre <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/gestione-delle-emozioni/" rel="noopener" target="_blank">emozioni</a>, queste potrebbero influenzare le nostre scelte. Il che non è sempre una male ma dipende dal tipo di decisioni che dobbiamo assumere.</p>
<p>Avere a disposizione poco tempo potrebbe essere un problema dovuto a un cattiva pianificazione delle attività e quindi ci si riduce all’ultimo secondo di tempo disponibile per prendere la decisione. Oppure potrebbe essere una pratica consolidata di qualcuno &#8211; un insegnante, capo, manager, cliente &#8211; che pretende un lavoro «oggi per ieri». In queste situazioni è più facile agire d’istinto guidati dalle emozioni e dall’ansia.<br />
<strong>La mente allora troverà alcune scorciatoie, spingendoci nel campo delle <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/euristiche/" rel="noopener" target="_blank">euristiche</a> e dei <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/bias-cognitivi/" rel="noopener" target="_blank">bias cognitivi</a>.</strong></p>
<p>La gestione del tempo è quindi un&#8217;abilità utile e strettamente legata alle altre: quella di <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/comunicazione-efficace/" rel="noopener" target="_blank">comunicare bene</a> e in modo trasparente, pianificare le attività, evitare di procrastinare per non rischiare di fallire gli obiettivi.</p>
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		<title>Gestione delle emozioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SdF]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2021 07:58:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal lat. ex «fuori» e movere «muovere», «portare fuori», «smuovere». L’idea di portare le proprie emozioni in classe o sul posto di lavoro è ancora un tabù, perché una convinzione comune è che il comportamento umano sia il risultato di un processo decisionale esclusivamente o prevalentemente razionale. La nostra presunta razionalità è però spesso infarcita  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal lat. <em>ex</em> «fuori» e <em>movere</em> «muovere», «portare fuori», «smuovere». </strong></p>
<p>L’idea di portare le proprie emozioni in classe o sul posto di lavoro è ancora un <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/tabu/" rel="noopener" target="_blank">tabù</a>, perché una convinzione comune è che il comportamento umano sia il risultato di un processo decisionale esclusivamente o prevalentemente razionale. <strong>La nostra presunta razionalità è però spesso infarcita di errori e incoerenze ed è piuttosto limitata.</strong><br />
Contrariamente da quanto si ritiene, <strong>le emozioni hanno invece un ruolo fondamentale</strong> perché non sono solo il modo di comunicare i nostri stati mentali alle altre persone, ma sono anche una guida per poter prendere decisioni. <strong>Le emozioni svolgono anche un ruolo importante nel valutare ciò che è giusto o <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/sbagliare/" rel="noopener" target="_blank">sbagliato</a> e nel consolidare l’<a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/apprendere/" rel="noopener" target="_blank">apprendimento</a> dopo l’errore.</strong> Il punto è che non siamo in grado di gestire le nostre emozioni, di accogliere quelle altrui, di accettare la nostra limitata razionalità.<br />
C’è chi è schiavo delle emozioni perché ne è sopraffatto, e chi è rassegnato all’incapacità di poterle gestire. Pochi sono coloro i quali riescono a percepire le proprie emozioni, che le elaborano con fare quasi metodico e che le gestiscono al meglio, ricavandone sicurezza e fiducia.</p>
<p>La “cultura emotiva” è raramente gestita: i team che trarrebbero beneficio dalla gioia e dall&#8217;orgoglio tollerano invece una cultura della rabbia e del “dito puntato contro”. Gli effetti possono essere particolarmente dannosi durante i periodi di transizione, come le ristrutturazioni organizzative e crisi.</p>
<p><strong>Non sapere gestire le emozioni significa non saper affrontare la sconfitta</strong>: quando viviamo un insuccesso tendiamo a farci travolgere dal flusso delle emozioni e ci poniamo sempre le stesse domande sbagliate &#8211; <em>Perché le cose sono andate così</em>? <em>Perché è successo a me</em>? <em>Come ho fatto a sbagliare</em>? <em>Come ho fatto a dare fiducia</em>? &#8211; che alterniamo a frasi che sviliscono la nostra identità &#8211; Sono un perdente. Non sono adeguato. Non sono nessuno.</p>
<p>Il rischio, quando siamo immersi nel <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/fallire/" rel="noopener" target="_blank">fallimento</a>, è di provocare accadimenti che possono peggiorare la situazione e di reagire in modo impulsivo, con rabbia, ansia, paura, dolore, identificandoci con il fallimento e rapportandoci agli <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/errore/" rel="noopener" target="_blank">errori</a> come se fossero il riflesso di noi stessi.<br />
<strong>Bisogna invece imparare a non farsi travolgere dalla piena di pensieri e a osservare le emozioni senza giudicarli, per conoscere e comprendere meglio se stessi.</strong></p>
<p>La capacità di comprendere e gestire i propri stati d’animo e di riconoscere e gestire quelli altrui è quindi una importante soft skill e uno dei fattori chiave che insegnanti e leader d’azienda dovrebbero sviluppare e allenare.<br />
La formazione può aiutare insegnanti e manager a sviluppare abilità e pratiche utili per una sana e adeguata gestione delle emozioni proprie e del proprio team. Conoscere i meccanismi e le metodologie di gestione delle emozioni permette inoltre al singolo e al gruppo di mettere in discussione le proprie credenze e di guardare diversamente agli errori, propri e altrui. </p>
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		<title>Gestione delle informazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SdF]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2021 13:14:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal latino informare «dare forma», «ragguagliare», «insegnare». Ogni qual volta dobbiamo prendere una decisione ci troviamo di fronte a una fra due situazioni possibili: avere troppe informazioni o averne poche. Se queste ultime non sono adeguate e di qualità potremmo, in entrambi i casi, cadere in errore. La gestione delle informazioni è oggi una attività  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/gestione-delle-informazioni/">Gestione delle informazioni</a> proviene da <a href="https://www.scuoladifallimento.com">Scuola di Fallimento</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal latino <em>informare</em> «dare forma», «ragguagliare», «insegnare».</strong></p>
<p>Ogni qual volta dobbiamo prendere una decisione ci troviamo di fronte a una fra due situazioni possibili: avere troppe informazioni o averne poche. Se queste ultime non sono adeguate e di qualità potremmo, in entrambi i casi, cadere in errore. </p>
<p><strong>La gestione delle informazioni è oggi una attività complessa a causa del volume di informazioni che vengono prodotte ogni istante</strong>. Per gestire tante informazioni serve capacità di dare loro una forma, elaborandole. Se sono troppe, la mente non ha una potenza di calcolo tale da creare le giuste correlazioni tra i dati disponibili. Se, al contrario, sono poche, è probabile che quelle necessarie per fare una corretta valutazione o buona scelta non siano tutte in nostro possesso.</p>
<p>La mente ci viene incontro per evitare un’empasse: filtrandole se sono troppe, aggrappandosi alla nostra memoria se sono poche.<br />
È in tal modo che il cervello elabora costrutti mentali di cui poter disporre in tutte le situazioni e riuscire così ad arrivare velocemente a una scelta che potrebbe essere <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/bias-cognitivi/" rel="noopener" target="_blank">errata</a>, pur disponendo di moltissimi dati.</p>
<p>Saper gestire le informazioni è dunque una skill importante. Non è solo questione di raccolta e analisi delle informazioni ma anche capacità di trovare una connessione tra essi, e di riuscire ad archiviarli per renderli fonte di conoscenza comune.<br />
<strong>Solo condividendo le informazioni si riduce il rischio di ripetere sempre gli stessi <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/errore/" rel="noopener" target="_blank">errori</a>.</strong></p>
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		<title>Gestione dello stress</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2021 15:02:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal latino strictus «stretto», aferesi di distress «angoscia» «dolore». Gli stimoli esterni, le situazioni che viviamo, l’ambiente in cui viviamo o lavoriamo mettono in moto una nostra reazione emozionale che chiamiamo stress, un processo multifunzionale che coinvolge aspetti cognitivi, affettivi, sensoriali, comportamentali. Lo stress è una reazione emotiva che può favorire una migliore prestazione (eu-stress),  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal latino <em>strictus</em> «stretto», aferesi di <em>distress</em> «angoscia» «dolore»</strong>.</p>
<p>Gli stimoli esterni, le situazioni che viviamo, l’ambiente in cui viviamo o lavoriamo mettono in moto una nostra reazione emozionale che chiamiamo stress, un processo multifunzionale che coinvolge aspetti cognitivi, affettivi, sensoriali, comportamentali.</p>
<p>Lo stress è <strong>una reazione emotiva</strong> che può favorire una migliore prestazione (<strong>eu-stress</strong>), perché aggiunge un senso di urgenza, può stimolare a ottenere risultati migliori, può fungere da motivazione per risolvere i problemi, ed è un importante segnale di avvertimento quando qualcosa non va, consentendo alle persone di intraprendere le azioni giuste per affrontare tali problemi.<br />
Troppo stress &#8211; soprattutto se prolungato e se oltrepassa le capacità di resistenza individuale &#8211; è quasi sempre un male.<br />
<strong>Non è però lo stress in sé ad essere un problema, ma il modo in cui ciascun individuo è in grado di gestirlo e governarlo a livello cognitivo</strong>. Ogni persona ha un proprio livello adattivo allo stress che ne determina non solo la performance, ma lo stato di saluto fisico, psichico, sociale.</p>
<p>Allenare l’abilità nella gestione dello stress è dunque fondamentale per evitare che influisca negativamente sulla propria vita, causando difficoltà a comunicare e a prendere decisioni, problemi di concentrazione e <a href="/?p=1056" rel="noopener" target="_blank">apprendimento</a>, oltre che di salute abbassando i livelli di produttività e il morale delle persone.<br />
Se la capacità di gestione dello stress non è ottimale, maggiore è la probabilità di errori del tipo <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/lapse/" rel="noopener" target="_blank">lapse</a> o che si attivino strategie inadeguate per affrontare situazioni stressanti. Inoltre è possibile che in situazioni stressanti, si abbia la tendenza a fare più attenzione alle <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/gestione-delle-informazioni/" rel="noopener" target="_blank">informazioni</a> positive, e a mostrare una cecità selettiva verso quelle negative.</p>
<p>Ogni evento, azioni o reazione (stressori) a cui è sottoposto l’individuo può essere fattore di stress. Lo stress, inoltre, ha sempre una natura relazionale perché dipende dal nostro rapporto con l’ambiente e da come affrontiamo i problemi.<br />
Gli stessi ambienti hanno un livello adattivo allo stress: ogni luogo di lavoro ne ha uno suo specifico che determina la salute strutturale e la buona performance delle risorse umane che operano all’interno o il loro disadattamento aziendale.</p>
<p>La gestione dello stress passa quindi dalla <strong>consapevolezza della propria adattabilità e dei propri limiti adattivi</strong>, dal riconoscimento delle situazioni che causano stress e della propria risposta sotto carico, dalla consapevolezza di come migliorare le proprie strategie funzionali e strutturali, e dallo sviluppo di nuove abitudini che cambino o riducano l’esposizione a quei fattori stressanti, dal supporto che va chiesto (e dato).</p>
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		<title>Grammar nazi</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 07:14:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Espressione inglese per indicare il difensore della Grammatica Il grammar nazi è il guardiano della grammatica, una nuova figura non professionale che non perdona la benché minima esitazione ortografica e le sviste grammaticali o sintattiche e ha il coraggio di evidenziare l’errore commesso durante una conversazione o in un testo scritto pubblicamente, in modo anche  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Espressione inglese per indicare il difensore della Grammatica</strong></p>
<p><strong>Il grammar nazi è il guardiano della grammatica</strong>, una nuova figura non professionale che non perdona la benché minima esitazione ortografica e le sviste grammaticali o sintattiche e ha il coraggio di evidenziare l’<a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/errore/" rel="noopener" target="_blank">errore</a> commesso durante una conversazione o in un testo scritto pubblicamente, in modo anche piuttosto critico. </p>
<p>Se <strong>un refuso è umano</strong>, quando è giusto perdonare una svista e quando considerare quell’errore indicativo della non padronanza di una competenza?<br />
“<em>Quale sarebbe l’effetto che susciterebbe in voi un medico che scriva “patologia” con due “g”</em>?<br />
Una reazione spontanea, dice il linguista Serianni, sarebbe quella di chiederci: ma se non sa neanche scrivere la parola, che cosa saprà davvero di patologia?<br />
<strong>La cosa importante è saper distinguere quando è il caso di segnalare l’errore e quando invece sarebbe meglio lasciarsi trasportare dalla storia che quell’errore può raccontare.</strong></p>
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		<title>Gregario</title>
		<link>https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/gregario/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 07:14:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal lat. gregarius, der. di grex, gregis «gregge», «che appartiene alla moltitudine». La parola gregario richiama, già nella sua etimologia, all’idea di un gruppo, dell'appartenenza a un insieme. Si può avere un atteggiamento gregario, passivo, o all’opposto essere un gregario giocando un ruolo attivo. Quando pensiamo al ciclista lo immaginiamo come un uomo solo, un  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal lat. <em>gregarius</em>, der. di <em>grex</em>, <em>gregis</em> «gregge», «che appartiene alla moltitudine».</strong></p>
<p><strong>La parola gregario richiama, già nella sua etimologia, all’idea di un gruppo, dell&#8217;appartenenza a un insieme.</strong> Si può avere un atteggiamento gregario, passivo, o all’opposto essere un gregario giocando un ruolo attivo.<br />
Quando pensiamo al ciclista lo immaginiamo come un uomo solo, un lupo solitario che pensa solamente a ingranare la prossima pedalata, con il solo obiettivo di vincere la corsa.<br />
Ma la verità è che la grande parte dei ciclisti corrono sempre per non vincere mai. <strong>Se i gregari fanno bene il loro lavoro, è il capitano che avrà la possibilità di vincere la corsa e ricevere onori e gloria. </strong></p>
<p>Certo ci sono gli outsider, i gregari con la libertà di provare a vincere, ma per la quasi totalità degli atleti vale una sola regola: sacrificare tutto per il leader perché è dalla loro sconfitta che avrà origine la sua vittoria, la loro vittoria.<br />
<strong>Essere un buon gregario significa farsi portatore dei fardelli altrui, delle borracce piene di acqua e delle frustrazioni per spingere un’altro &#8211; più forte &#8211; alla vittoria.</strong><br />
Essere capitani è una <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/eccezione/" rel="noopener" target="_blank">eccezione</a>. La maggior parte non è un <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/vincere/" rel="noopener" target="_blank">vincente</a>, non è un perdente ma un campione invisibile. Ce ne vorrebbero di più perché i gregari sono molto più preziosi di quello che sembra.</p>
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