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	<title>R Archivi - Scuola di Fallimento</title>
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		<title>Rischiare</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 22:33:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal greco bizantino rhizikò «sorte», «destino» o dall’arabo rizq «tassa», «onere». C’è solo un modo per fare sempre scelte all’apparenza perfette o che nel breve periodo possano confermarsi tali: non correre alcun rischio. Siamo profondamente avversi al rischio perché abbiamo paura di commettere errori, di compiere scelte che ci faranno soffrire, di prendere decisioni che  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal greco bizantino <em>rhizikò</em> «sorte», «destino» o dall’arabo <em>rizq</em> «tassa», «onere».</strong></p>
<p>C’è solo un modo per fare sempre scelte all’apparenza perfette o che nel breve periodo possano confermarsi tali: non correre alcun rischio.<br />
Siamo profondamente <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/bias-cognitivi/" rel="noopener" target="_blank">avversi al rischio</a> perché abbiamo paura di commettere <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/errore/" rel="noopener" target="_blank">errori</a>, di compiere scelte che ci faranno soffrire, di prendere decisioni che possano rivelarsi lontane dalle nostre aspettative.<br />
La buona notizia è che <strong>il rischio possiamo calcolarlo</strong>. Possiamo, cioè, misurare la possibilità che un certo evento diventi o meno realtà; o meglio, possiamo calcolare la frequenza con la quale quell’evento si verifica.</p>
<p>Se in un mondo lineare domina la certezza e ciascuno di noi è in grado di prevedere il futuro, e in uno complesso domina l’incertezza, in un mondo complicato possiamo calcolare i rischi e prendere decisioni sulla base del pensiero statistico e della logica. <strong>Il rischio infatti è diverso dall’incertezza</strong>. E la decisione migliore in condizioni di rischio non è sempre la migliore in condizioni di incertezza.</p>
<p>Ma cosa significa rischiare? <strong>Rischiare significa assumersi la responsabilità delle proprie scelte, indipendentemente dal risultato finale</strong>, e accogliere la possibilità che gli eventi vadano in una direzione diversa da quella sperata. È infatti una persona propensa al rischio sa abbracciare nella sua totalità ciò che gli accade. Accettare il risultato positivo significa accogliere anche quello negativo.<br />
La persona che rischia è una persona libera: ha la capacità di <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/attenzione-ai-dettagli/" rel="noopener" target="_blank">osservazione</a> degli eventi del visionario e la disposizione al sacrificio del condottiero e tra il fare e non fare preferisce accettare la possibilità di uno &#8220;sfortunato&#8221; inciampo.</p>
<p>La diversa attitudine al rischio delle persone dipende più da fattori culturali e sociali pregressi che da effettive differenze biologiche basate, ad esempio sul genere. L’avversione al rischio <strong>non è un tratto della personalità</strong>, ma è l’imitazione sociale della paura che ci porta a correre i pericoli socialmente accettati o a evitare tutto ciò che teme il gruppo o le persone come noi.<br />
È il contesto in cui viviamo, la cultura in cui cresciamo e in cui siamo immersi che ci spinge a temere le nostre scelte, a renderci avversi al rischio e agli errori, a prendere coscienza che il <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/cambiamento/" rel="noopener" target="_blank">cambiamento</a> non è sempre negativo. È spesso il contesto che non ci fornisce alcuna difesa contro l’errore, rafforza il timore del <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/fallire/" rel="noopener" target="_blank">fallimento</a> e interrompe quel processo di scoperta e di sfida che sta alla radice del progresso umano.</p>
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