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	<title>V Archivi - Scuola di Fallimento</title>
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		<title>Vincere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SdF]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 22:58:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal lat. victoria, der. di vincĕre «legare», «costringere con la forza». Viviamo in una società in cui vincere sembra essere l'imperativo categorico, in cui il fallimento è considerato una sconfitta, e l’unico modo per essere apprezzati e riconosciuti è vincere ad ogni costo. Vincere fornisce l’occasione di mettere in mostra le proprie qualità, di aumentare  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal lat. <em>victoria</em>, der. di <em>vincĕre</em> «legare», «costringere con la forza».</strong></p>
<p><strong>Viviamo in una società in cui vincere sembra essere l&#8217;imperativo categorico</strong>, in cui il fallimento è considerato una sconfitta, e l’unico modo per essere apprezzati e riconosciuti è vincere ad ogni costo. Vincere fornisce l’occasione di mettere in mostra le proprie qualità, di aumentare la propria autostima, di dimostrare il proprio talento e la propria intelligente. Ci si concentra sul vincere e non sull’imparare, sul risultato e non sul processo. Non si stima l’azione in sé, indipendentemente dal risultato, ma si apprezza ciò che si fa fintanto che il successo può confermare la propria bravura. <strong>Ma a volte si vince, a volte si apprende per fare meglio la volta successiva</strong>. </p>
<p>Ma cosa significa vincere?<br />
Da dizionario: conseguire un risultato di superiorità rispetto ad altri in una competizione.<br />
Non ragioniamo quasi mai in termini di successo in senso assoluto, ma <strong>rapportiamo le nostre vittorie e le nostre sconfitte agli errori e ai fallimenti altrui</strong>, a quello che gli altri hanno ottenuto e a quello che crediamo di meritare.</p>
<p><strong>Si può conseguire un risultato di superiorità rispetto ad altri, perdendo?</strong><br />
Secondo Dino Notte “<em>la vita è un&#8217;immensa partita a scacchi, l&#8217;importante non è vincere o perdere, ma essere un giocatore e non un pedone. Poiché il giocatore è fautore del proprio destino anche nella sconfitta, mentre il pedone è vittima degli eventi anche nella vittoria</em>.” </p>
<p><strong>Solo osando perdere ci diamo il permesso di <a href="https://www.scuoladifallimento.com/dizionario/apprendere/" rel="noopener" target="_blank">apprendere</a></strong>. Il modo più sicuro per vincere è sempre quello di provarci ancora una volta, dare il meglio di sé. Servono umiltà e coraggio, occorre rischiare, avere la capacità di cambiare, di osare perdere per vincere.</p>
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		<title>Visionario</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 23:01:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal lat. visio, vidère «vedere». Il termine italiano 'visionario', fino a qualche tempo fa, aveva un significato marcatamente negativo. Avere una visione significa letteralmente riuscire a “vedere”. Visionario era quindi chi vedeva ciò che altri non vedevano, chi aveva allucinazioni visive intese spesso come apparizioni religiose o soprannaturali. Visionario era chi considerava vere elaborazioni della  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal lat. <em>visio</em>, vidère «vedere».</strong></p>
<p>Il termine italiano &#8216;visionario&#8217;, fino a qualche tempo fa, aveva un significato marcatamente negativo.<br />
Avere una visione significa letteralmente riuscire a “vedere”.<br />
Visionario era quindi chi vedeva ciò che altri non vedevano, chi aveva allucinazioni visive intese spesso come apparizioni religiose o soprannaturali. Visionario era chi considerava vere elaborazioni della propria fantasia, costruzioni non reali o irrealizzabili. Avere la testa tra le nuvole era una espressione che indicava questa incapacità di stare con i piedi per terra e di elaborare pensieri di senso ancorati alla realtà.<br />
In questo tipo di &#8216;visionario&#8217; c&#8217;è un sogno folle, c&#8217;è una pazzia.</p>
<p><strong>Oggi il termine ha perso la connotazione negativa che aveva in passato</strong>. E la stessa espressione che richiamava l’inconcretezza è divenuta invece una modalità di pensiero da assecondare perché allarga la visione, rende le persone introspettive e creative, aperte alle novità e attente agli aspetti emotivi e cognitivi.<br />
Una visione non è quindi qualcosa che offusca la vista, ma è un modo di vedere diverso e di generare idee. Non è un caso forse che visione e vedere hanno, in greco, la stessa radice di idea. L’idea nasce quindi da una percezione sensoriale &#8211; ho una idea, quindi so perché ho visto &#8211; e da un atto creativo tipico del sognatore a occhi aperti. </p>
<p>Sono visionari i <strong>grandi innovatori</strong> e i <strong>grandi politici</strong>, <strong>imprenditori e manager</strong>, al pari degli <strong>artisti</strong> più estrosi e inventivi. Essere “visionary” è, in molti contesti professionali, una necessità, perché <strong>è visionario chi ha una visione quasi profetica del futuro, chi sa come accoglierlo e guidarlo</strong>; chi mostra un&#8217;immaginazione straordinaria, una potente vena creativa con un carattere anticipatorio del domani; chi insegue un’idea rivoluzionaria che cambia il mercato e le regole del gioco. </p>
<p>Immaginare cose che non esistono non è più una divagazione inutile e folle, ma la <strong>base necessaria per chi intende innovare ed evolvere anticipando il futuro.</strong></p>
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