Aspettativa

Aspettativa

Dal latino exspectare «aspettare», composto di ex «fuori» e spectare «guardare».

La nostra vita personale, scolastica, professionale è fatta di aspettative. L’aspettativa è l’attesa per la riuscita di qualcosa. È la proiezione di una speranza, di un sogno, di un desiderio. È inevitabile formarsi delle aspettative perché è un processo automatico della mente. Siamo veri esperti nell’immaginare il futuro. Influenziamo e veniamo influenzati dalle aspettative. In statistica la “legge delle aspettative iterate” sostiene che, se ci si aspetta qualcosa dal futuro, ce lo si aspetta già nel presente.

Le aspettative si formano attraverso delle supposizioni relative a ciò che crediamo debba essere giusto e normale, in base a quanto ci hanno insegnato e abbiamo appreso in famiglia, a scuola e nella società. Le aspettative culturali sono quelle che condividiamo in società e riguardano ciò che viene accettato o rifiutato. L’immagine di noi stessi che ci siamo formati risulta carica di aspettative: quelle dei nostri genitori, della famiglia, dei professori, dei compagni di classe, degli amici, del partner, ecc. Ciò che si attendevano da noi ha influito notevolmente sulla creazione del nostro autoconcetto.
Senza rendercene conto, entriamo in questo gioco delle aspettative formatesi nella nostra cultura, cercando di adattarci a ciò che si suppone dobbiamo fare, in modo da non rimanere isolati ed esclusi.

Il problema è che il più delle volte la nostra è una aspettativa che non contempla deviazioni, errori, incidenti di percorso. Ed è per questa ragione che se le aspettative si allontanano dalla realtà ci ritroviamo pieni di frustrazioni. L’aspettativa però non offre certezze. Piuttosto crea illusione e quindi delusione se non contempliamo la possibilità che quella speranza possa non tramutarsi in realtà.

E allora è importante essere consapevoli e realisti che spesso la vita è una montagna russa: è un alternarsi di salite e discese, cadute e risalite, accelerate e frenate. E in questa vita fatta di alti e di bassi l’errore non è un evento straordinario ma un elemento naturale e necessario di qualsiasi percorso. Includendo nella nostra aspettativa questa ipotesi di realtà, saremo più propensi ad accogliere gli imprevisti, a non cadere nella trappola del successo, a non aspettare che l’ostacolo si palesi, ma a giocare d’anticipo, affrontando sfide complesse e deviando verso percorsi inesplorati.