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Cultura aziendale e percezione dell’errore: perché le aziende devono abbandonare l’uso facile di slogan ad effetto sul “fallire”, e iniziare a costruire una sana e sostenibile cultura dell’errore.

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Nella nostra esperienza professionale abbiamo incontrato molte aziende in cui echeggia lo slogan “Fail Forward” (“anche quando fallisci, stai facendo dei passi in avanti”) e in cui la possibilità e l’importanza di imparare dagli errori sembra ammessa e tollerata.
Eppure le organizzazioni che lo fanno realmente – e bene – sono straordinariamente rare.

Per quanto molti manager vogliano sinceramente aiutare le loro organizzazioni a imparare dai fallimenti per migliorare le prestazioni, non si può sempre dire che questi sforzi portino a un cambiamento reale e consapevole.

La ragione? Sicuramente non ce n’è solo una, ma si tratta di un insieme di ostacoli.
Oltre ai problemi legati alla percezione dell’errore in termini di bias, cultura e formazione ancora troppo spesso le aziende guardano al fallimento e all’errore da una prospettiva semplicistica o da una punitiva, invece che costruttiva.

Posto che alcuni errori possono realmente danneggiare un’azienda, la carriera di una persona, o minare gravemente l’esperienza dei propri clienti, il fallimento nelle organizzazioni non è sempre da demonizzare: a volte è inevitabile, a volte è anche positivo.

La parte difficile sta nell’imparare a vedere dove sta il buono di un errore.
Molti dei dirigenti che incontriamo credono che imparare dall’errore sia piuttosto semplice: basta chiedere alle persone di riflettere su ciò che hanno fatto di sbagliato, ed esortarle ad evitare errori simili in futuro.
Oppure ancora, credono che basti scrivere un report su ciò che è accaduto e poi distribuirlo in tutta l’organizzazione – magari come allegato in una e-mail che in pochi leggeranno.
Basterà giustificare l’errore con il fatto che qualche procedura non è stata seguita perfettamente, o che il mercato non era pronto a quel tale prodotto, o che il budget a disposizione non era sufficiente per fare bene le cose, etc.
In nessuno di questi casi però l’analisi dell’errore va oltre la superficie.

Non solo – nella stragrande maggioranza dei contesti organizzativi, le vecchie convinzioni culturali e le nozioni stereotipate legate all’idea di successo fanno sì che solo questo sia degno di nota e celebrazione. Mentre quando si tratta di errore, di insuccesso questo vada giustificato velocemente o – peggio – nascosto, come se il non parlarne lo facesse scomparire.

Se è vero – come crediamo a Scuola di Fallimento – che gli errori debbano essere considerati lezioni per imparare ad andare avanti, innovare e progredire in modo sostenibile, è anche vero che le aziende devono mettersi nelle condizioni giuste (sia a livello di mindset, che di skill, che di strumenti) per rilevare e analizzare efficacemente i fallimenti, sviluppando e praticando strategie di apprendimento specifiche.

Tramite perCorsi per gruppi come Il Ciclo dell’Errore, per singoli manager o HR come Il Ciclo della Scelta ed eventi ad hoc, Scuola di Fallimento si rivolge e sostiene tutte quelle aziende che vogliono andare oltre l’uso facile di slogan ad effetto, che intendono costruire una sana e sostenibile cultura dell’errore e che:

  • vogliano impegnarsi a sostenere le risorse più importanti – quelle umane – aiutandole a superare la paura dell’errore e diffondendo una cultura basata sul ‘fallimento intelligente’ e una altrettanto intelligente assunzione del rischio.
    Perché, ovviamente, non tutti i fallimenti sono uguali e creare una cultura che tolleri l’errore non significa premiare chi sbaglia sistematicamente per mancanza di motivazione o voglia di fare
  • vogliano creare team coesi, dove tutti lavorino per raggiungere il medesimo obiettivo e dove non si punta il dito, ma le lezioni sono condivise e sono fonte di apprendimento per tutti i suoi membri.
    Troppo spesso l’idea di ‘team building’ è associata a giornate trascorse fuori dall’ufficio con lo scopo di conoscersi meglio e rafforzare i legami tra le persone. Salvo poi tornare alle proprie scrivanie, dimenticarsi del gioco di squadra, e mettere in atto il gioco della colpa quando qualcosa non va nel verso giusto: sviluppare una chiara comprensione di ciò che è accaduto, non di “chi l’ha fatto” – anche questo è ‘team building’!
  • incoraggino feedback costanti, trasparenti e motivati, sviluppando un ambiente in cui la segnalazione degli errori avviene senza timore di biasimo, dove tutti i membri della squadra, a ogni livello, siano ricettivi al contributo e al riscontro di tutti. Ed è compito dei leader creare un ambiente psicologicamente sicuro che faccia sentire le persone a proprio agio e responsabili di emergere e imparare dai fallimenti, in un clima di reciproca fiducia.

A monte di tutto ci deve essere la reale attitudine dell’azienda di apprezzare l’apprendimento per prove ed errori, la perseveranza e la flessibilità, non solo il talento e la genialità; in poche parole ciò significa essere pronti ad intervenire sul fulcro di qualsiasi organizzazione, ovvero la propria cultura aziendale. E se questa non è condivisa, potrete dire di avere solo degli uffici e, molto probabilmente, un’organizzazione frazionata che non è all’altezza del suo potenziale.
I perCorsi di Scuola di Fallimento, basati su approcci innovativi, sono in grado di sostenere le aziende anche in questa transizione a una cultura basata su comunicazione, integrità, passione, rispetto, fiducia, condivisione, lavoro di squadra, fallimenti intelligenti, feedback e responsabilizzazione delle risorse.
Uno dei metodi che usiamo per sostenere le organizzazioni in questo senso, è la diffusione di una cultura di coaching aziendale – ciò significa integrare la cultura aziendale con la strategia e con uno stile di leadership orientato al coaching, che nel medio-lungo periodo porta a:

  • aumentare coinvolgimento delle persone
  • sviluppare i team e le relative prestazioni
  • migliorare la creatività e l’agilità
  • far emergere un salutare senso responsabilità nei dipendenti
  • sviluppare una migliore capacità di gestione del cambiamento

Diffondere una sana cultura dell’errore in azienda, mediante l’adozione di stili di leadership orientati al coaching aziendale si traduce nell’abbracciare un cambiamento che sicuramente richiederà tempo, ma che porterà risultati sostenibili e di lunga durata.
Di seguito alcuni dei perCorsi pensati per le imprese:

  • La logica dell’errore e il valore del fallimento
  • Problem finding e Problem solving
  • Perché sbagliare fa bene. Tecniche per apprendere dai propri errori e strumenti per trasformare l’errore in una opportunità
  • Tecniche e strumenti per una sana cultura dell’errore: dalla teoria alla pratica aziendale
  • A volte vinco, a volte imparo: raccontare l’errore e trarne una lezione

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