Tabù

Tabù

Dal polinesiano «marcare» e pu «sacro», «proibito».

Il tabù è la proibizione di carattere magico-religioso nei confronti di oggetti, persone, luoghi considerati di volta in volta sacri, oppure contaminanti, impuri e dunque potenzialmente pericolosi. Un genere particolare del tabù è quello che riguarda le parole; esso si fonda sulla concezione secondo cui il nome di una cosa equivale alla cosa stessa, ne evoca la presenza a tutti gli effetti.

Il tabù è un divieto che acquisisce, nel nostro caso, la forma di due parole che abbiamo difficoltà a pronunciarle e ancora di più a viverle per il loro essere concepiti come anomalia, eccezioni, fonte di rischio e di crisi per la vita e per i sistemi organizzati.
E questo è paradossale dato che il nostro cervello, sostengono i neuro scienziati, apprende attraverso prove ed errori. “Sbagliando si impara” quindi non è solo un proverbio: il nostro cervello, da quando siamo venuti al mondo, è strutturato per fare errori e apprendere da cadute e sbandamenti.